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Parliamo di Stampa Digitale


Stampa

13 Maggio 2024

Vi portiamo a scoprire un misterioso acronimo

La tazza di caffè sulla scrivania manda segnali di fumo: è freschino per essere maggio. Qui a Gallarate piove. Piove forte! La primavera non ha ancora ingranato. Proviamo a dare un po’ di colore alla giornata con questo nuovo articolo, anzi per essere più precisi diamogli un po’ di…QUADRICROMIA!

Se vi diciamo CMYK cosa vi viene in mente? No, non stiamo parlando di un singolo dei Village People. Stiamo parlando della composizione dei colori usata nella stampa digitale. L’acronimo indica i colori utilizzati in questo tipo di stampa: C-iano, M-agenta, Y-ellow (giallo) e K? Ecco, come quando monti i mobili dell’Ikea: c’è sempre un pezzo che avanza, che di solito si mette via nel cassetto, “tanto sta su lo stesso”. In questo caso però la K ci serve, per far funzionare la nostra immagine stampata: è semplicemente il nero, K sta per “key-black”, un gergo tecnico che potrebbe suonare come chiave di nero. Si è evitato di usare la B di black, per non confonderla con l’iniziale del colore primario Blu. Un’altra versione dice, invece, che la K è l’ultima lettera di black, appunto. Beh, scegliete voi quella che vi piace di più.

Parliamo quindi di quattro colori considerati “primari”: azzurro ciano, rosa magenta, giallo e nero con i quali possiamo comporre tutti gli altri in stampa.

Spieghiamo più tecnicamente: considerando il nostro foglio bianco l’insieme di tutti i colori, ciano, magenta e giallo faranno come da filtri alla luce andando a toglierle delle quantità di frequenza e mostrando al nostro occhio la tonalità di colore della quale essi sono complementari. Per questo il modello si chiama “a sottrazione”: CMY sono i cosiddetti colori primari di sintesi sottrattiva, ossia tolgono colore alla luce fino a giungere alla giusta tonalità che si vuole far percepire all’occhio umano sul prodotto finale di stampa. 

Come mai si è arrivati a un sistema di stampa che lavora con questa logica? Semplicemente, è un fatto di convenienza. Questo sistema di stampa è quello che con il minor numero di colori di partenza – quattro – permette di creare il più ampio spettro di tinte e combinazioni di colori possibili. Di conseguenza questo sistema ottimizza costi e aspetti tecnici dei macchinari.

Esistono stampe di altissima qualità nelle quali si usa un maggior numero di colori, ad esempio nell’esacromia: in questo caso però introducendo un quinto e un sesto colore crescerà anche il costo della stampa di conseguenza. Spesso questi colori aggiuntivi sono speciali non a caso: si tratta di oro e argento, per stampe con nobilitazioni molto particolari (ad esempio packaging di alta gamma).

Il sistema di quadricromia CMYK è contrapposto al sistema RGB, quello basato sui colori rosso, verde, blu (dall’inglese red, green e blue). Il sistema RGB è quello che ad esempio in questo momento ci fa percepire i colori sullo schermo del pc: le varie tonalità per il digitale vengono create in maniera diretta (semplificando al massimo: mi serve tot. rosso, si aggiunge tot. rosso nell’immagine e così via), il sistema in quadricromia funziona invece come abbiamo detto per sottrazione di frequenze di luce.

Dopo aver fatto sfoggio di tanta competenza tecnica non ci resta che ricordarvi un'ultima cosa! Ovviamente il fatto che possiamo occuparci della stampa digitale di tutte le vostre presentazioni cartacee: dal biglietto da visita alla brochure, al catalogo, ai mezzi per allestire uno stand fiera; tutto è stampabile per noi! Scriveteci per un preventivo: sarà stimolante dare colore e armonia - anzi quadricromia - alle vostre grafiche.

Nel frattempo piove anche meno e probabilmente sta per uscire il sole: fantastico!