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<span class='rag-soc'>Comunicazione & Immagine S.A.S. <span>di Oscar Piani e C.</span></span>

Articolo di Elisabetta Alicino di Brand Genesi


03 Ottobre 2024

Quanto sono nella vostra memoria i loghi dei Brand più famosi?

Ogni giorno dai media e sui social ci piovono addosso migliaia di loghi di brand che svaniscono in fretta e, molte volte, non lasciano delle tracce nella nostra memoria. A che punto un brand diventa invece qualcosa di familiare per noi e il nostro cervello?

Ne parla un interessante articolo Elisabetta Alicino di Brand Genesi, ripreso anche sulla sua pagina LinkedIn, che di seguito vi riassumiamo. Nel 2017 il sito americano signs.com ideò un esperimento quasi scientifico chiamato “Branded in memory” per mettere alla prova la “memorabilità” dei loghi più celebri in quel momento sul mercato.

Chiesero a 156 cittadini americani (di età compresa tra i 20 e 70 anni, metà del campione erano uomini e metà donne), di disegnare nel modo più accurato possibile dieci loghi di aziende molto conosciute, tra cui Starbucks, Foot Locker, Apple, Adidas e Burger King. In circa 30 minuti di tempo ogni partecipante riuscì a disegnare tutti e dieci i loghi. Lo strumento utilizzato per il disegno era un programma grafico del quale ai partecipanti era stato mostrato il funzionamento prima dell’inizio dell’esperimento. I risultati furono davvero interessanti per poter evidenziare delle linee di tendenza sulla riconoscibilità e sulla capacità dei loghi di imprimersi nella memoria delle persone.

Vogliamo fare anche noi una breve prova insieme? 

  1. La sirena nel logo di Starbucks ha una corona in testa?
  2. L’arbitro del logo Foot Locker guarda alla sua sinistra o destra? E ha il berretto?
  3. La mela della Apple ha un morso, giusto? Ma a destra o a sinistra?

Queste domande non sono casuali, sono proprio alcuni degli errori che sono stati più ricorrenti durante l’esperimento.
Il 45% dei partecipanti, ad esempio, ha dimenticato la corona della sirena a due code di Starbucks, con i capelli fluenti che scendono a coprirle il seno (nella prima versione del logo del 1971 era in topless, e il logo non era verde e bianco, ma marrone!). Nel logo di Foot Locker il 18% ha disegnato un berretto o cappello all’arbitro, che non ce l’ha in realtà. Il 57% ha ricordato l’arbitro nel logo e il 40% ha disegnato la figura che guarda alla sua destra e non verso sinistra come nel marchio ufficiale. Alcuni dati emersi sul logo Apple, che ci sembra così comune e diffuso, dato quasi per scontato (molti ce l’hanno ogni giorno - anzi ogni momento - sott’occhio sul telefono o sul pc), mostrano come abbia comunque messo in difficoltà i “disegnatori”. Ad esempio, ben il 33% ha incluso il picciolo sopra la mela, ma nel logo c’è solo una fogliolina sospesa, l’84% ha ricordato il morso della mela, a indicare quanto questo dettaglio voluto dall’art director Rob Janoff per distinguerla da una ciliegia, sia caratterizzante del disegno stesso. Il 20% ha però sbagliato il lato del morso, mettendolo a sinistra e non a destra. 

E volete sapere qual è un dato che ci ha molto colpito calcolando che a Comimm ci occupiamo quasi quotidianamente di creazione dei loghi?
La questione dei colori! Sul totale di oltre 1.500 disegni di loghi realizzati, ben l’80% dei partecipanti, pur sbagliando alcuni dettagli delle forme, ha scelto i colori giusti! Le forme e gli elementi più specifici del disegno del logo hanno messo in difficoltà i partecipanti, ma i colori sono davvero un elemento memorizzabile, che va curato e pensato adeguatamente di conseguenza. 

Altre considerazioni dallo studio: se il logo è mutato diverse volte nel tempo, con un’attività di rebranding, spesso nella memoria delle persone si crea un logo-mix tra quelli del passato. Un esempio è stata ancora una volta la mela di Apple disegnata da 5 persone over 40 con i colori dell’arcobaleno, una reminiscenza del simbolo del 1977, quello che in pratica andava a sostituire il disegno originale di Newton sotto l’albero! Un altro elemento che ha tratto in inganno i partecipanti è il caso di brand che nelle pubblicità sui media hanno spinto forte negli anni su elementi simbolici, che però nel logo non sono presenti. Il caso classico è la corona per Burger King: nel logo la scritta rossa è in un panino e nessuna corona nei paraggi. 

Oltre al colore, c’è un altro dato generale emerso: al crescere della complessità dei dettagli del disegno, diminuisce la capacità di ricordo esatto. Ovvero: più il logo è semplice (ma non banale), più sarà ricordato. E quindi in chiusura, una consapevolezza finale: è davvero importante affidarsi a dei professionisti per creare, modificare, migliorare il proprio logo aziendale…prova con noi a rendere il tuo davvero impossibile da dimenticare!